C’è un controllo che, da solo, evita la maggior parte delle brutte sorprese quando compri un’auto usata in Italia: la visura PRA. Costa pochi euro, si fa in cinque minuti da casa e ti dice se quell’auto che ti piace tanto ha addosso un fermo amministrativo, un’ipoteca o è ancora in leasing. Tre situazioni che possono trasformare un buon affare in un incubo legale e finanziario.
Il problema è che quasi nessun venditore ne parla spontaneamente. Un’auto sotto fermo sembra identica a una in regola: stessa carrozzeria, stessi chilometri, stesso sorriso di chi te la vende. La differenza la vedi solo nei registri. E in Italia quei registri sono pubblici e accessibili a chiunque.
In questa guida vediamo cos’è il PRA, come si legge una visura, cosa sono i gravami e perché il fermo amministrativo è il rischio da temere di più. È l’approfondimento del controllo che citiamo sempre nella nostra guida generale su come controllare un’auto usata.
Che cos’è il PRA
Il PRA è il Pubblico Registro Automobilistico, gestito dall’ACI (Automobile Club d’Italia). È il registro dove viene annotato tutto ciò che riguarda la proprietà di un veicolo e i vincoli che gravano su di esso: passaggi di proprietà, ipoteche, leasing, fermi amministrativi.
Attenzione a non confonderlo con la motorizzazione: il PRA si occupa della parte “giuridica” (chi possiede l’auto e con quali pesi), mentre il Portale dell’Automobilista gestisce la parte “tecnica” (revisioni, dati del veicolo). Per un acquisto sicuro servono entrambi, ma è il PRA a rivelare i debiti nascosti.
La visura PRA: cosa contiene
La visura PRA costa circa 6 € per targa e si ottiene:
- Online tramite Visurenet, il servizio dell’ACI, accedendo con SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica).
- Presso un ufficio o delegazione ACI sul territorio.
Ti basta la targa. Nella visura trovi:
- Il proprietario attuale del veicolo.
- I dati tecnici: marca, modello, cilindrata, alimentazione.
- Il numero di telaio (VIN), da confrontare con quello sui documenti e sulla scocca.
- L’ultima formalità registrata (per esempio l’ultimo passaggio di proprietà).
- I gravami: ipoteca, fermo amministrativo, leasing.
Sono proprio i gravami la parte che fa la differenza.
I gravami: ipoteca, leasing e fermo amministrativo
Un “gravame” è un peso giuridico che grava sul veicolo. I tre più comuni:
Fermo amministrativo
È il più insidioso. Il fermo amministrativo viene disposto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione quando l’intestatario ha debiti non pagati verso lo Stato: bollo arretrato, IVA, multe e altre cartelle esattoriali.
Le conseguenze sono pesanti:
- Un’auto sotto fermo non può circolare legalmente. Se ti fermano, scatta una sanzione salata e il rischio di sequestro.
- Il vincolo segue il veicolo, non la persona. Anche se il debito è del vecchio proprietario, il fermo resta attaccato all’auto. Comprandola, il problema diventa tuo.
- Per cancellarlo bisogna prima estinguere il debito che lo ha generato, con tempi e costi non tuoi.
Morale: se nella visura compare un fermo amministrativo, non comprare finché non è stato cancellato e non lo vedi sparire da una visura aggiornata.
Ipoteca
L’ipoteca compare quando l’auto è stata acquistata con un finanziamento e il creditore ha iscritto una garanzia sul mezzo. Finché il debito non è saldato, il finanziatore può rivalersi sul veicolo. Comprare un’auto con ipoteca aperta significa esporsi al rischio che qualcun altro vanti diritti su ciò che credi tuo.
Leasing
Se l’auto è in leasing, il proprietario formale è la società di leasing, non chi la usa. Chi te la propone potrebbe non avere il diritto di venderla. Anche questo si legge nella visura.
L’Estratto Cronologico PRA: la storia completa dei proprietari
La visura fotografa la situazione attuale. Se vuoi ricostruire l’intera catena dei passaggi di proprietà, esiste l’Estratto Cronologico PRA, dal costo di circa 30 €.
È utile quando:
- L’auto ha molti proprietari in pochi anni (spesso segnale di problemi ricorrenti).
- La storia del veicolo è confusa o il venditore è vago sulla provenienza.
- Vuoi verificare che non ci siano stati passaggi “strani”, come intestazioni fittizie.
Un numero elevato di proprietari, di per sé, non è una condanna, ma va spiegato.
Come si legge una visura, passo per passo
Quando hai la visura davanti, leggila in quest’ordine per non farti sfuggire nulla:
- Intestatario: confronta nome e dati con quelli di chi ti sta vendendo l’auto. Se non coincidono, servono delega scritta e documenti validi.
- Dati tecnici e VIN: verifica che marca, modello e numero di telaio corrispondano alla carta di circolazione e al VIN punzonato sulla scocca. Un VIN che non torna è un segnale grave.
- Ultima formalità: guarda la data dell’ultimo passaggio. Un’auto rivenduta a pochissima distanza dall’acquisto precedente merita qualche domanda in più.
- Sezione gravami: è la parte decisiva. Cerca esplicitamente le voci ipoteca, leasing e fermo amministrativo. L’assenza di gravami è ciò che vuoi vedere.
Se qualcosa non è chiaro, allo sportello ACI possono aiutarti a interpretare le annotazioni. Meglio una domanda in più oggi che una cartella esattoriale domani.
Attenzione anche alle auto di importazione
Un capitolo a parte riguarda le auto importate e reimmatricolate in Italia. La visura PRA fotografa la situazione italiana, ma non la storia estera del veicolo. Per queste auto conviene affiancare alla visura un report di storia veicolo che raccolga dati dalle banche dati europee: è il modo migliore per scoprire chilometri azzerati alla frontiera o sinistri avvenuti all’estero e mai dichiarati. Un’auto “italiana da sempre” che in realtà arriva da fuori è una delle situazioni in cui si nascondono le sorprese peggiori.
Come si incastra con gli altri controlli
La visura PRA è la spina dorsale del controllo documentale, ma da sola non basta. Per un quadro completo va abbinata:
- Allo stato della revisione, gratuito sul Portale dell’Automobilista.
- Alla verifica dei chilometri reali, il punto su cui si concentrano le frodi più diffuse: ne parliamo in come riconoscere i chilometri scalati.
- Alla prova su strada e al controllo della carrozzeria.
E se stai ancora scegliendo che auto comprare in base alla spesa, dai un’occhiata a quale auto usata con 5.000, 10.000 o 20.000 €: fasce diverse portano rischi diversi.
MotoPPI: i controlli riuniti, senza saltare da un sito all’altro
Fare tutto a mano è possibile, ma dispersivo: un sito per i gravami, un altro per la revisione, un terzo per i chilometri. MotoPPI raccoglie la storia del VIN da oltre 20 banche dati e la affianca a una checklist costruita sul modello che stai valutando, con stima delle riparazioni e argomenti per trattare il prezzo.
Il primo controllo è gratuito. Scarica MotoPPI dall’App Store: la visura resta il punto di partenza, l’app ti evita di dimenticare il resto. Da 9,99 $ per i controlli successivi.
Domande frequenti
Quanto costa la visura PRA?
Circa 6 € per targa, sia online tramite Visurenet (con SPID o CIE) sia presso un ufficio ACI. L’Estratto Cronologico PRA, che riporta l’intera storia dei proprietari, costa intorno ai 30 €.
Posso fare la visura PRA con la sola targa?
Sì. La targa è sufficiente per ottenere la visura online o allo sportello ACI. Non serve il consenso del venditore, perché il PRA è un registro pubblico.
Cosa succede se compro un’auto con fermo amministrativo?
Il fermo segue il veicolo: l’auto non può circolare finché il debito non viene saldato e il vincolo cancellato. Anche se il debito è del vecchio proprietario, di fatto il problema passa a te. Meglio non comprare finché il fermo non è tolto.
La visura PRA mi dice anche i chilometri reali?
No. La visura riguarda proprietà e gravami. Per i chilometri servono i tagliandi, gli storici di revisione e i report di storia veicolo, da incrociare tra loro.
Che differenza c’è tra PRA e Portale dell’Automobilista?
Il PRA (ACI) gestisce la parte giuridica: proprietà, ipoteche, fermi, leasing. Il Portale dell’Automobilista gestisce la parte tecnica, come lo stato della revisione. Per un acquisto sicuro conviene consultarli entrambi.